Per ottenere la rimozione della penalizzazione da parte di Google non è sufficiente segnalare tutti i link innaturali ottenuti, ma è necessario ripulire o quanto meno tentare di ripulire il link-profile del sito.
Non meno importante è tenere traccia di quanto fatto a questo fine in modo da poter testimoniare l’impegno profuso ed essere così più efficaci nella richiesta di riconsiderazione destinata al team di Google.

Sulla base dell’esperienza maturata aiutando i nostri clienti, abbiamo raccolto le linee guida e le best practice da seguire nei 9 step necessari per sottomettere con successo una richiesta di riconsiderazione.
Il processo è sintetizzato in questa infografica; la guida che segue entra nel dettaglio dei singoli passaggi approfondendo metodologie e strumenti.

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Elenco dei link diretti al sito

Per valutare il link-profile di un sito è necessario innanzitutto avere un elenco esaustivo dei link derivanti da altri domini.
Esistono diversi strumenti, gratuiti e a pagamento, utili a questo fine; tuttavia in base alla nostra esperienza consigliamo di limitarsi ai seguenti tre:

  • Google Webmaster Tool, che propone un elenco di domini e un elenco di esempi di link derivanti da questi domini. I dati così ottenuti non sono esaustivi, ma sono fondamentali per conoscere quali domini sono prioritari per Google.
  • Open Site Explorerdi Moz, che allo stesso modo consente di scaricare un elenco di link diretti al sito, anche in questo caso non esaustivo.
  • MajesticSEO,che tra questi è lo strumento che fornisce il maggior livello di ricchezza dei dati, offrendo non solo un elenco di link ben più completo ma permettendo anche di conoscere informazioni particolarmente interessanti, come l’anchor text o la data di rilevazione del link.

I tre strumenti sono gratuiti e per avere accesso ai dati è sufficiente aver registrato il proprio sito su Google Webmaster Tool.
Una volta scaricati i file occorre unirli ed aggregare i link per dominio di appartenenza. Per farlo sarà necessario individuare il dominio corrispondente ad ogni link; fortunatamente esistono formule excel che vi faciliteranno questo passaggio (qui un esempio di formula per estrarre i domini da un elenco di url).


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Individuazione dei link innaturali

La fase di classificazione dei link è particolarmente sensibile e merita molta concentrazione, in quanto anche una sola disattenzione in questo passaggio può compromettere l’esito della richiesta di rimozione. Ogni link deve essere valutato e classificato come di buona qualità o di bassa qualità. Nella maggior parte dei casi i link da valutare sono decine di migliaia e si rende quindi indispensabile sveltire l’operazione.

Per questo motivo vi consigliamo di basare la vostra classificazione sui domini e, solo nei casi più ambigui, di scendere a livello di singola url. Altro “trucco” per accelerare i lavori è filtrare i domini contenenti termini sospetti (es. “directory”, “link”, “search”, “SEO” etc.); nella maggior parte dei casi vedrete la vostra lista dei link ridursi sensibilmente.
I restanti domini dovranno invece essere valutati uno per uno.

Nella classificazione dei siti è meglio essere severi e valutare come di bassa qualità un sito che in realtà non contiene link innaturali, piuttosto che fare l’opposto; tuttavia rimuovere una quantità eccessiva di link comporterebbe un ulteriore calo nei posizionamenti, annullando anche l’effetto dei link positivi. Non cedete quindi alla tentazione di scegliere la scorciatoia e rimuovere tutti i link diretti al vostro sito.

I LINK DEVONO ESSERE
RIMOSSI SE IL SITO:

  • è una directory
  • permette di pubblicare articoli/recensioni
  • propone affiliazioni e pacchetti di advertising
  • è pornografico
  • non ha ragione di inserire link al nostro sito (es. sito di viaggi in Malesia per un sito che propone vacanze in Italia)
  • contiene elenchi di link amici

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Verifica della presenza dei link

Una volta ottenuta la lista dei domini da cui rimuovere i link, prima di procedere con il contatto, vi consigliamo di verificare che i link siano ancora presenti sui siti e che non siano impostati in “no-follow”. Così facendo eviterete infatti di contattare i siti che hanno già rimosso i link e renderete più rapide le prossime fasi.

Per automatizzare questa attività potete utilizzare Screaming Frog, chiedendo al software di verificare che all’interno delle singole url sia presente il dominio del vostro sito e non sia presente l’attributo “no-follow”


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Ricerca dei contatti

Ora che la lista di domini è pulita, è il momento di contattare i webmaster per richiedere la rimozione dei link. Per farlo è necessario innanzitutto trovarne i recapiti: form di contatto, indirizzi email o profili social. Esistono strumenti che permettono di automatizzare questo processo, ma la qualità del risultato nella maggior parte dei casi lascia desiderare. Consigliamo quindi di procedere manualmente, soprattutto per i domini con una quantità maggiore di link, e di lasciare l’automatizzazione ai soli siti di cui non si è riusciti a trovare un recapito


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Richiesta di rimozione dei link innaturali

Per ottenere la rimozione della penalizzazione manuale è necessario testimoniare a Google il proprio impegno per “ripulire” il link-profile del sito; indicatori di questo impegno sono:

  • Il rapporto tra il numero di domini segnalati come di bassa qualità e il numero di domini contattati
  • Il rapporto tra il numero di link innaturali e il numero di link rimossi (o impostati in no-follow).

Per la buona riuscita dell’operazione è quindi indispensabile essere efficaci negli step 4. e 5. e, soprattutto, tenere traccia dei propri sforzi.
Per scrivere una richiesta di rimozione efficace vi consigliamo di:

  • Personalizzare il testo, inserendo un riferimento al sito specifico sia nell’incipit sia nel corpo del messaggio
  • Spiegare che non pensate sia colpa di quel sito se siete stati penalizzati, ma che state facendo questa richiesta a tutti i siti che contengono link al vostro dominio
  • Indicare le singole url in cui sono presenti i link, in modo che per i webmaster sia facile rimuoverli
  • Ringraziare per la disponibilità e la comprensione

Mentre in caso di form di contatto e profili social sarà necessario inviare il messaggio manualmente, nel caso di indirizzo email potrete automatizzare il processo di invio (Google stesso propone un’API per farlo). In ogni caso è indispensabile testimoniare l’invio: screenshot per i form e i contatti tramite social network, estrazione della casella di posta per le email.


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Predisposizione della documentazione da inviare

Oltre alla richiesta di riconsiderazione è possibile (e altamente consigliato) allegare uno Spreadsheet tramite Google Drive in cui si dimostra il lavoro fatto.
Le informazioni che vi suggeriamo di inserire nel file sono:

  • Elenco di domini “incriminati”
  • Numero di link per dominio
  • Link al form di contatto o indirizzo email utilizzato
  • Data di ogni contatto con il webmaster
  • Screenshot o estrazione del messaggio inviato
  • Eventuale data di risposta
  • Screenshot e testo del messaggio ricevuto
  • Eventuale richiesta di pagamento per la rimozione dei link
  • Esito del contatto (rimozione dei link, inserimento dell’attributo no-follow, nessun effetto)

Per evitare di appesantire eccessivamente il documento e di renderlo illeggibile per chi lo dovrà valutare vi suggeriamo di non inserire gli screenshot direttamente in pagina, ma di salvarli in una cartella condivisa e di inserire nello spreadsheet solo il ink ai singoli screenshot.


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Sottomissione del disavow file

Per quanto siate stati efficaci agli step 4. e 5., probabilmente non avrete trovato i recapiti per tutti i domini e non tutti i domini contattati avranno rimosso i link. Questi casi devono essere segnalati tramite il Disavow Tool in modo che Google consideri come inesistenti i link provenienti da quei domini. Per ogni dominio dovrete specificare di quale casistica si tratta ed, eventualmente, in quale data il sito è stato contattato.

Di seguito un esempio di segnalazione proposto da Google:


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Richiesta di riconsiderazione

Per questo step è Google stesso a dettare le linee guida, chiedendo di segnalare qualsiasi attività che possa aver portato alla situazione attuale e quali azioni sono state svolte per ripulire il link-profile del sito.
Noi vi consigliamo inoltre di inserire una breve sintesi del lavoro svolto: quanti domini e quanti link avete classificato come di bassa qualità, quanti siti avete contattato e quante volte, quanti link sono stati rimossi e quanti invece avete segnalato tramite Disavow Tool. E non dimenticatevi di inserire il link al vostro Spreadsheet!

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Definizione di strategie di link-building positive

Inviata la richiesta di riconsiderazione non vi resta che attendere due settimane (circa) per conoscerne l’esito dell’operazione; nel caso in cui questo fosse positivo non fate l’errore di credere che il traffico e i posizionamenti torneranno spontaneamente ai livelli precedenti alla penalizzazione. Prima della penalizzazione infatti i link innaturali, pur essendo tali, avevano contribuito positivamente al posizionamento del vostro sito; ora che questo effetto è venuto meno sta a voi individuare e implementare strategie che attraggano link naturali e di alta qualità.

Gli errori da non fare:

  • Sottomettere la richiesta di rimozione della penalizzazione avendo trattato solo una parte dei link, è meglio inviare da subito un lavoro completo ed esaustivo;
  • Sottomettere un disavow file contenente tutti i domini considerati di bassa qualità, è necessario testimoniare a Google il proprio impegno per “ripulire” il link-profile del sito; indicatori di questo impegno sono:
    • Il rapporto tra il numero di domini inseriti nel disavow tool e il numero di domini contattati
    • Il rapporto tra il numero di link innaturali e il numero di link rimossi (o impostati in no-follow);
  • Non tenere traccia delle attività di contatto;
  • Sottomettere file difficilmente leggibili o che non siano sviluppati su piattaforme Google (es. Google Spreadsheet);
  • Non prevedere attività di link-building positivo una volta ottenuta la depenalizzazione.